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mercoledì 16 novembre 2016

I gladiatori: alcune curiosità sugli eroi di un tempo


I gladiatori. Quanti di noi, soprattutto da più piccoli, sono rimasti affascinati da questi intrepidi combattenti?! Personalmente, ho guardato il film "Il gladiatore", con Russel Crowe, in un sacco di occasioni, ed ogni santa volta riesce ad emozionarmi, facendomi affezionare al protagonista in un modo assurdo.
Tralasciando la mia evidente passione per il film "Il gladiatore", direi di concentrarci sugli aspetti storici e sulle curiosità inerenti a questi uomini; perchè sì, prima di essere gladiatori, questi intrepidi guerrieri erano uomini proprio come noi.
Innanzitutto, urge sapere che il nome deriva da gladio, una piccola spada corta usata abitualmente durante i combattimenti. La pratica dei duelli tra gladiatori di cui siamo a conoscenza noi tutti, proviene dalla cultura etrusca, dalla quale i romani presero spunto in più occasioni.

Passando all'identikit, i gladiatori avevano in media tra i 20 e i 35 anni, ( in linea con le aspettative del tempo) ed erano in media alti 168 centimentri. La maggior parte di essi erano schiavi o ex schiavi, ma non solo, dato che facevano parte anche individui liberi che combattevano sotto contratto con un "manager". Essi venivano spesso e volentieri accompagnati dalla definizione infames, ovvero infami, dato che erano considerati alla stregua delle prostitute, degli attori e dei protettori, e generalmente dei reietti. Proprio questa cattiva, fama, paradossalmente giovava ai nostri amici, i quali venivano considerati dei veri e propri sex simbol. A tal proposito, erano molto amati anche dalle donne della nobiltà, che avrebbero fatto carte false per l'amore di un gladiatore. Uno dei tanti esempi è quello di Eppia, moglie di un senatore, la quale abbandonò il marito per fuggire con uno dei nostri eroi.
Distanziandoci dall'approffondire le dinamiche delle fughe d'amore dell'epoca, è inutile dire che quando si parla di gladiatori siamo predisposti ad immaginare uomini forti e indomiti, senza lontanamente pensare che ci fossero gladiatori di sesso femminile, cosa che invece è stata scoperta. A differenza degli uomini però, le gladiatrici non erano composte da schiave, straniere o cittadine povere costrette a combattere; bensì da donne con una passione per i combattimenti talmente grande da prendere la discutibile decisione di scendere nell'arena. Tale spiegazione proviene da Fik Meijer, docente di storia antica all'Università di Amsterdam.

Nelle gare, se così vogliamo chiamarle, il ruolo degli spettatori paganti era fondamentale: il pubblico si schierava con questo o quel gladiatore e colui che decideva la sorte dello sconfitto doveva tenerne conto. Dare ascolto al popolo era una questione di prestigio politico e significava guadagnare consensi. Il famoso pollice verso però, potrebbe non essere mai esistito. Molti studiosi infatti, ritengono che la grazia venisse espressa con il pollice chiuso nel pugno, a mimare il gesto della spada che viene rinfoderata, mentre la condanna con il pollice all'insù. Incredibile no?!
Un'altra incredibile scoperta concernente i gladiatori, è stata fatta analizzando i reperti ossei dei gladiatori di Efeso, in Turchia. Durante queste analisi, gli scienziati hanno rilevato alte percentuali di stronzio, elemento presente nelle proteine vegetali fornite da legumi, latte e cereali, e basse di zinco, presente invece nelle proteine animali. Ciò significa che i gladiatori erano pressochè vegetariani: mangiavano meglio dei poveri, ma non erano carnivori come ci si aspetterebbe da uno sportivo. Prima di entrare nell'arena, i gladiatori erano soliti mangiare focaccie d'orzo speziate cosparse di miele e bevevano infusi di fieno greco dalle proprietà rinforzanti. Essi, a tal proposito, venivano soprannominati hordearii, ovvero mangiatori d'orzo.

Ma a parte tutte queste graziose curiosità, qual'era lo scopo dei combattimenti tra gladiatori? Be', ingraziarsi il popolo e distogliere l'attenzione dei cittadini dalla vita politica, ovviamente. Inoltre, questi combattimenti erano anche un efficace strumento di propaganda e il primo a capirlo fu Giovenale, che sintetizzò questa strategia politica con l'espressione "panem et circenses". Il bello è che questa strategia viene adoperata ancora oggi, ad esempio, mediante il calcio, ma non solo. Rammentiamolo.

Di: Martino Linardi

Fonti:
Web

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