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giovedì 22 settembre 2016

Cenni storici e curiosità a proposito della Radioattività

Mesi fa scrissi su questo sito un articolo a proposito del disastro di Chernobyl (qui il link), ebbene, oggi voglio concentrarmi prevalentemente sul fenomeno della radioattività, sperando, ovviamente, di occupare alcuni minuti del vostro tempo donandovi informazioni e curiosità utili ed interessanti.

La scoperta dei raggi X avvenne da parte di Wilhelm Conrad Rontgen nel 1895 e nel 1896 Antoine Henry Becquerel, durante uno studio sulle relazioni intercorrenti tra fosforescenza e raggi X, scoprì la naturale radioattività dell'uranio. Due anni più tardi, Marie Curie e Pierre Curie scoprirono la radioattività del polonio e del radio. Il polonio fu chiamato così in onore proprio della Polonia, patria della stessa Marie Curie.
La prima radiografia nella storia fu effettuata da Wilhelm Conrad Rontgen il 22 dicembre 1895 alla mano della moglie Anna Berthe. Inoltre, quando un cittadino di Montreal, Toulson Cunning venne ferito alla gamba da un proiettile, proprio lo stesso anno nel quale il fisico tedesco  Rontgen, scoprì i raggi X mentre studiava i raggi catodici, un medico di Montreal volle ripetere l'esperimento e il dottore che seguiva Cunning chiese una "lastra" per la gamba del suo paziente. Benchè le immagini fossero piuttosto sbiadite, esse rivelarono l'esatta posizione del proiettile, consetendo così di rimuoverlo evitando l'amputazione.

Occorre dire però, che la radioattività rimase a lungo un mistero, persino per coloro che dedicarono la vita a studiarla. Se Bacquerel era inizialmente convinto che fosse un tipo di fosforescenza, i coniugi Curie ipotizzarono, per breve tempo, che alcuni elementi potessero assorbire i raggi X rilasciandoli in un secondo momento sotto forma di radioattività. Persino Guglielmo Marconi, premio nobel nel 1909, ammise candidamente di non avere alba di come avesse fatto a trasmettere le onde radio al di là dell'Atlantico. A tal proposito, solo più tardi si scoprì il ruolo riflettente dei gas ionizzati dell'alta atmosfera.

Proseguendo con le nostre curiosità, sconcertante fu il caso delle "radium girls", le quali utilizzavano una vernice radioluminescente per dipingere i quadranti degli orologi fabbricati in una azienda della cittadina di Orange, nel New Jersey. Per affinare le setole del pennello, avevano l'abitudine di intingerlo per alcuni istanti in bocca. Ahimè, presto alcune di loro cominciarono ad ammalarsi di tumori alle ossa e altri tipi di cancro e nel 1927, esattamente dieci anni dopo l'inizio dei lavori, 50 di loro erano già morte a causa dell'esposizione alla sostanza radioattiva. Il processo che scaturì da tali vicende, portò l'azienda a dover pagare migliaia di dollari per il risarcimento e gli operai che lavoravano con vernici radioluminescenti furono forniti di adeguate protezioni. Inoltre, tale causa sancì il sacrosanto diritto dei lavoratori a citare in giudizio i datori di lavoro, diventando un caposaldo di questo ramo della giurisprudenza. Non è finita qua però, perchè nonostante il clamore mediatico del caso delle "radium girls", il radio fu a lungo venduto come medicinale e toccasana, pensate un po'! Infatti, preparati a base di radio furono venduti sino agli anni '30 per "curare"un'ampia gamma di disturbi. Il più celbre fu il Radithor, propinato in dosi massicce anche al magnate Eben Mcburney Byers, il quale ne fece uso per ben 5 anni, salvo poi morire per avvelenamento ed essere seppellito all'interno di una bara piombata, a causa del timore che chi si avvicinasse alle sue spoglie potesse venire contaminato.

Una miniera di dati fu purtroppo scoperta in seguito ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, quando la comunità mondiale realizzò che i sopravvissuti potevano fornire un sacco di informazioni sugli effetti della radiazioni sulla salute. Nacque così il Life Span Study (LSS), un programma di ricerca voluto dal presidente americano Truman, che ha raccontato la storia medica di centoventimila sopravvissuti ai bombardamenti dal 1946 ad oggi.Tra le informazioni fornite dallo studio, c'è quella a proposito dei rischi sull'insorgenza del cancro per ogni unità di radiazioni ionizzanti ricevuta, che è pari allo 0,005% per millisievert. Per ogni 20 millisivert di radiazioni, ovvero quelle che si ricevono in una TAC total body, le probabilità d'ammalarsi salgono dello 0,1%, basta fare 20*0,005%.

Un'altra curiosità, purtroppo anch'essa per nulla positiva ed allegra, riguarda uno dei maggiori test nucleari degli Stati Uniti, il quale, fu segnato da un errore madornale. Il 1° marzo 1954 l'esercito statunitense fece detonare una bomba all'idrogeno al largo dell'atollo Bikini, nelle isole Marshall. L'esperimento, detto Castle Bravo fu il più grande esperimento nucleare di sempre. L'ordigno sprigiono addirittura più del doppio dell'energia stimata, ovvero l'equivalente di 15 mila kilotoni anzichè 6 mila. I danni furono ingenti e venne coinvolto anche un peschereccio nipponico a 140 km di distanza, provocando una vera e propria crisi diplomatica col Giappone. Gli abitanti dell'atollo Bikini furono fatti evacuare dalle loro isole proprio prima di questo tragico esperimento e furono fatti tornare nel 1969, dopo che un comitato di esperti dichiarò che non sussistevano più rischi. Il rapporto aveva però sottostimato il consumo di cocco di queste popolazioni, frutto che aveva assorbito alti livelli di radiazioni; gli esperti si accorsero di questo "piccolo dettaglio" appena nel 1978, facendo evacuare di nuovo l'isola. A quel punto però, per molti di loro era decisamente troppo tardi.

Volendo concludere con un tema molto odierno, ovvero le centrali nucleari, so che in molti ci chiediamo quanto sia alto il rischio di incidente nucelare, e nonostante la valutazione non sia per nulla facile, il Rasmussen report, dava questo rischio a 1 su 20 mila per anno per ogni impianto nucleare, ma tale rapporto si rivelò ben presto ottimistico. Più oggettivamente, il rischio è di circa 1 su 1550 anni di operatività. Con 430 impianti nucleari al mondo, possiamo aspettarci, se il trend rimarrà questo, un incidente nucleare ogni 3-4 anni. Sperando non sia così, direi che non vale proprio la pena di rischiare, e voi?

Detto ciò, sperando di avervi allietato anzichè annoiato, incuriosito, anzichè delusi, e augurandomi, nonostante ciò non conti, di aver lasciato trasparire le mie ideologie e principi( la salute prima di tutto!), vi auguro un buon prosieguo di giornata.


Di: Martino Linardi

Fonti:
Web

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