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lunedì 29 agosto 2016

La musica di corte cinese

Se c’è luce nell’anima, ci sarà bellezza nella persona. Se c’è bellezza nella persona, ci sarà armonia nella casa. Se c’è armonia nella casa, ci sarà ordine nella nazione. Se c’è ordine nella nazione, ci sarà pace nel mondo. Come può un uomo privo di virtù coltivare la musica? (Confucio)

La musica di corte cinese era dotata di vari stili e appagava esigenze sacre e profane. La fascinazione dell’elemento natura era una costante del sentire culturale orientale. Un testo musicale intitolato “Primavere e autunni di Messer Lü”, del maestro Lü Buwei descriveva riti e musiche per favorire l’avvento delle piogge. Ogni dinastia aveva il suo “habitus musicale”. I sacrifici statali e la loro musica erano uno strumento di legittimazione e conservazione del potere costituito. Le autorità imperiali a suffragio di questa impostazione investivano ingenti capitali nella realizzazione di composizioni musicali, fornendo tutto il necessario, dagli innumerevoli strumenti musicali ai danzatori spesso richiesti per le performances. A riprova di ciò, nel 1978, è stato ritrovato un patrimonio di 64 campane, di proprietà del marchese Yi nel 433 a.c., nello stato di Zeng.

Il confucianesimo giocò un ruolo importante nell’influenza sulla musica di corte. Diventò pensiero ufficiale all’epoca della dinastia Han (206 a.c.-220 d.c.). La musica era suddivisa in tre diramazioni: musica per i sacrifici statali; conviviale e processionale. Gli organi che la gestivano erano: la Corte dei sacrifici statali (Taichangsi); l’Ufficio della musica di intrattenimento (Jiaofang); Ufficio della musica per strumenti a fiato e percussione(Kuchuishu). Questa struttura tripartita della musica di corte cinese rimase immutata fino al crollo dell’impero cinese (1911-12). L’ideologia di Confucio investì l’etica musicale. Da qui il concetto di “musica nobile”. I letterati funzionari discutevano e componevano testi a carattere formalistico e rituale, tenendo a monito la qualità “nobile” che ne doveva risultare. Da qui una connotazione espressiva formalistica e una esasperazione dei toni enfatici della composizione ed esecuzione. Le appendici di Confucio riecheggiano nella musica cerimoniale di Taipei, una manifestazione contemporanea della tradizionale musica cinese per i sacrifici statali. Viene eseguita da un coro di adolescenti, accompagnato da una orchestra di litofoni e campane. Sono presenti melodie tipiche della Cina imperiale. Ogni melodia di 32 note è simmetricamente suddivisa in otto frasi melodiche di 4 note ciascuna. I modi riprendono alcune associazioni tra suoni e categorie cosmologiche. Interessante notare come Confucio non fosse re, quindi i brani all’orecchio moderno risultano con un tono minore, quasi dimesso. Nonostante il monopolio del confucianesimo, le pratiche musicali ebbero anche altri sviluppi, in concomitanza con quello principale. L’ideologia non comportava solo il diffondersi di determinati stili, ma era un modo duraturo e tipicamente cinese di intendere e praticare la musica. Non venivano sottolineati gli aspetti sonori o stilistici, ma i significati storici e sociali.

Anche se le teorie e gli stili del genere di musica rimasero relativamente costanti durante la storia dell’impero cinese, la forma e il contenuto reali mutavano al passaggio di dinastie. Ad esempio la musica destinata ai sacrifici statali Ming, nel decennio 1530-40 venne riformata dall’imperatore Shizong, poiché considerava il repertorio oramai corrotto, non più musica “nobile”. Le strutture melodiche modali e ritmiche erano alterate. L’avvento della dinastia dei Qing (1644-1911), dopo i Ming, comporterà un nuovo corpus musicale. Un altro genere significativo storicamente fu la musica operistica Kun. Questa si richiamava alle tradizioni della musica conviviale della corte ed era espressione di un tipo di musica nobile. Nacque nelle regioni centrali e costiere intorno al 1550 e venne accolta con favore dalla classe dirigente. La musica Kun venne considerata per la gente comune, originaria di tradizioni musicali e teatrali profondamente radicate nel popolo, e successivamente assorbita e perfezionata dalla classe dominante. Interessante notare come durante l’intera storia dell’impero cinese, nessun genere della musica tradizionale fosse mai riservato esclusivamente alla corte, a parte le musiche per i sacrifici statali e le processioni. Gli esecutori di tal genere musicale danzavano e intonavano una sorta di recitativo, la loro corporeità era coordinata ai melismi dei testi eseguiti. L’idea cinese della musica nobile si basava su principi fondamentali etici, e su modelli storici consolidati, e in via preferibile, su testi cantati. Quel che stabiliva in ultima istanza cosa fosse “nobile” o meno era il potere costituito.

La musica di corte non ammetteva rigidità, venivano conservati i valori fondanti, ma filtrati dal pragmatismo contingente, adattandoli al regime culturale-governativo. Reinterpretazione in modo fattivo e creativo dell’habitus musicale tradizionale. L’aspetto musicale rispecchia l’universo sociale-politico cinese, durante l’iter storico, in cui si avvicendavano varie dinastie, costruite e distrutte militarmente.

Di: Costanza Marana

Fonti:

Red-sandalwood-Yueqin-lute-Moon-Guitar-for-professional-Chinese-traditional-musical-instrument1Enciclopedia della musica. Musica e culture. Volume III. Einaudi.

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