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mercoledì 4 maggio 2016

I Fratelli della Foresta: i partigiani del Baltico

1939-09-17 - 0000 map 888Il 1° maggio 2004 sono entrati nuovi paesi nell’Unione Europea, paesi lontani dai fondatori della comunità, e con cui molti credono di non aver nulla da spartire, soprattutto a livello storico. Tra questi c’erano anche Lettonia, Lituania ed Estonia, nazioni affacciate sul Mar Baltico, con lingue e culture verosimilmente diverse da quelle più mediterranee, ma al contempo legate inesorabilmente alla storia del nostro continente. In particolare con l’Italia le attuali Repubbliche Baltiche condividono un pezzo di storia contemporanea di cui pochi sanno: la guerra partigiana durante e dopo il secondo conflitto mondiale.

Legate da sempre all’Impero russo, Lituania, Estonia e Lettonia, nel 1918, con la caduta di quest’ultimo nell’anno precedente durante la Rivoluzione Bolscevica, riuscirono ad ottenere l’indipendenza grazie ai moti nazionalisti popolari. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, e l’invasione tedesca della Polonia, le tre nazioni entrarono forzatamente nello scenario europeo, quando l’anno seguente, i sovietici, per proteggersi dalla minaccia nazista che aveva attraversato il limite imposto dal Patto Molotov-Ribbentrop, occuparono nuovamente quelle terre che per duecento anni erano state poste sotto la sovranità zarista.

metsavennad_mediumAppellandosi alla Carta Atlantica del 1941 che sanciva, tra i suoi punti, il diritto di autodeterminazione dei popoli (e nel caso in cui questa fosse stata compromessa sarebbe stata ristabilita per mezzo di azioni anche violente), estoni, lettoni e lituani richiesero l’aiuto della Comunità Internazionale, in particolare dei firmatari del trattato diplomatico, Gran Bretagna e Stati Uniti: il grido di aiuto non fu ascoltato e le popolazioni baltiche furono costrette ad organizzarsi autonomamente per agire.  Fu così che nelle maestose ed idilliache foreste estoni nacque il movimento indipendentista estone, i Fratelli della Foresta o Metsavennad (o Metdavendlus), a cui ben presto si aggregarono molti partigiani provenienti da Lituania e Lettonia. In principio formati esclusivamente da contadini per poi aggregare numerosi giovani provenienti anche dai centri urbani, i partigiani organizzarono numerose operazioni di sabotaggio a danno dei sovietici che cercarono di reprimerli con la forza. Nello stesso anno della loro formazione, intanto, lo scenario bellico cambiò nuovamente, quando i paesi baltici furono invasi e occupati dalle forze di Hitler.

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L’invasione tedesca creò molta confusione tra i partigiani, alcuni dei quali furono affascinati dall’ideologia nazionalsocialista, in particolare per la questione dell’autodeterminazione e della sovranità baltica, vedendo quindi i nazisti come liberatori della patria. Questo è uno dei punti più oscuri della storia baltica che tutt'oggi è spesso rinnegato: nel 1944, anno in cui iniziò la ritirata tedesca dal Baltico, Hitler e le sue truppe, attraverso un’ottima propaganda, riuscirono a riscuotere un notevole consenso popolare e ad arruolare più di 20.000 estoni tra le unità delle SS, che avevano come scopo primario la resistenza all’avanzata dell’Armata Rossa e tra le cui fila si contavano molti Fratelli della Foresta. Molti di quest’ultimi si ritrovarono così indecisi sul da farsi: intraprendere una campagna anti-sovietica propria, defezionando così gli alleati tedeschi, o proseguire quell’alleanza che aveva portato alla nascita di un governo amico dell’Asse durante gli anni di occupazione?

LithuaniaFreedomFighterAwardsFu così che si creò una profonda spaccatura interna nel movimento partigiano, in cui alcuni scelsero di restare a combattere sul territorio nazionale l’avanzata sovietica, mentre altri, la divisione Estland, partirono alla volta di Berlino sostenendo la causa tedesca. Per quelli rimasti in patria la situazione si fece sempre più aspra, con la definitiva conquista dell’Unione Sovietica delle tre Repubbliche. Ebbe così inizio la vera Resistenza, che si gerarchizzò, dotandosi di una fitta rete segreta di informatori, per mezzo di cui organizzò numerosi attacchi contro il vecchio ma nuovo oppressore, colpendo obbiettivi specifici. La repressione russa non tardò molto a farsi sentire e si intensificò maggiormente con la fine del secondo conflitto mondiale: istituita la polizia segreta interna sovietica, l’NKDV, i simpatizzanti e sostenitori dei Fratelli della Foresta furono duramente perseguitati, incarcerati e uccisi durante i numerosi rastrellamenti che crearono un clima di terrore puro tra la popolazione, la quale, stremata, iniziò anche a collaborare con le spie sovietiche per scovare i dissidenti, aumentando esponenzialmente il numero di collaboratori comunisti rispetto al numero effettivo dei ribelli.

480902024698-p6hja-eesti-metsades-1941-aNel 1946 vennero deportati nei gulag siberiani più di 20.000 persone, tra cui molte donne, bambini e anziani, accusati di aver offerto rifugio e sostentamento ai tanti partigiani ancora nascosti nelle foreste. I numeri iniziali di 30.000 componenti, si assottigliarono sempre più, e già nel 1947 oltre 15.000 Fratelli della Foresta erano stati uccisi o arrestati. I restanti riuscirono ancora a sopravvivere per qualche anno, ma la politica sovietica di confisca di beni e terreni per il bene comune, accompagnate dalle epurazioni staliniste, decimarono in massa i partigiani, molti dei quali furono costretti a fuggire all’estero. Con la morte di Stalin nel 1953 le persecuzioni lentamente si arrestarono, anche se continuarono per lungo tempo, tanto che nel 1980, fu ucciso uno degli ultimi partigiani ancora attivi, Oskar Lillenum.

Alla lotta partigiana parteciparono molti uomini, e anche molte donne (il parallelo quindi con la Resistenza italiana è inevitabile), che sacrificarono loro stessi e le loro esistenze per poter avverare quel sogno indipendentista che si avvererà solamente con la caduta dell’Unione Sovietica, nel 1991. Si stima che circa 50.000 individui persero la vita nella guerriglia partigiana e solo negli ultimi decenni si è riconosciuto loro un merito: in precedenza, infatti, i Fratelli della Foresta sono stati consideranti al pari di terroristi nella storia locale (a causa soprattutto della propaganda sovietica), ma le numerose testimonianze dirette degli ultimi sopravvissuti hanno permesso di avviare un processo di revisionismo di questo importante pezzo di storia europea.


Di: RLS Staff

Fonti:
Mart Laar, War in the Woods: Estonia’s Struggle for Survival, 1944-1956.
Major Vylius M. Leskys, Forest Brothers, 1945: The Culmination Of The Lithuanian Partisan Movement
http://www.eastjournal.net/archives/11258 http://www.europaorientale.net/sez3lettonia_resistenza.htm https://en.wikipedia.org/wiki/Forest_Brothers

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