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giovedì 14 aprile 2016

Curiosità sulla festa della Donna

festa-donnaCosa si festeggia l'8 marzo? La festa della donna ovviamente, ma che domande! Ecco, è proprio a tal proposito che ho deciso di comporre un breve articolo. Sarebbe stata cosa più gradita e carina scriverlo proprio il giorno 8 marzo, ma a causa di un periodo pieno d'impegni, ciò, come si è visto, è risultato impossibile. Pazienza, ne parleremo ugualmente.

Tutto ebbe inizio con il " Woman's day" istituito negli Stati Uniti il 23 febbraio 1909. Tale giornata fu istituita in seguito al VII Congresso della II Internazionale socialista , tenutosi a Stoccarda nell'agosto del 1907, con il fine di discutere tesi sull'atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonialismo, sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a lottare energicamente per l'introduzione del suffragio universale delle donne , senza allearsi con le "femministe borghesi" che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne. Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, "Die Gleichheit"  (l'uguaglianza), divenne l'organo dell'Internazionale delle donne socialiste.

Non tutti furono d'accordo con l'escludere le "femministe borghesi" dall'alleanza, e la socialista Corinne Brown, scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista "The Social Woman", che il Congresso non avrebbe avuto alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione. Inoltre, fu sempre ella a presiedere il 3 maggio 1908, causa l'assenza dell'oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago. Quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, venne chiamata "Woman's day", il giorno della donna. Tale iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell'anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali di riservare l'ultima domenica di febbraio del 1909 all'organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile.

Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata manifestazione della giornata della donna, proposero alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenhagen dal 26 al 27 agosto 1910, due giorni prima dell'apertura dell'VIII Congresso dell'Internazionale socialista, di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei, la giornata della donna si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Urge però dire, che la manifestazione non fu ripetuta tutti gli anni , né celebrata in tutti i paesi. In Russia ad esempio, venne celebrata per la prima volta nel 1913, su iniziativa del Partito bolscevico, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò molteplici arresti. In Germania, dopo la prima celebrazione del 1911, fu ripetuta nel 1914, più precisamente, l'8 marzo.

Negli anni seguenti allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, le celebrazioni furono interrotte in tutti i paesi belligeranti, così come venne cancellato il Congresso previsto a Vienna dal 23 al 29 agosto 1914. A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917, ( il 23 febbraio secondo il calendario giuliano) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra. La debole reazione dei cosacchi , inviati a reprimere la protesta, non fece altro che incoraggiare ancor di più successive manifestazioni, le quali portarono al crollo dello zarismo, così che l'8 marzo è rimasto nella storia a indicare l'inizio della "Rivoluzione Russa di febbraio". Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921, la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, svoltasi a Mosca una settimana prima dell'apertura del III congresso dell'Internazionale Comunista, fissò all'8 marzo la "Giornata internazionale dell'operaia".

Volendo dare un'occhiata alla nostra cara Italia, occorre dire che qui, "la giornata internazionale della donna" si tenne per la prima volta soltanto nel 1922, su iniziativa del Partito comunista d'Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo.

Per la consacrazione ufficiale dell'8 marzo devono passare ancora molti anni e molta acqua sotto i ponti. A tal proposito, l'ONU proclama il 1975 "Anno internazionale delle donne" e celebra l'8 marzo come giornata internazionale delle donne.

L'8 marzo 1972 la manifestazione della giornata della donna a Roma si tenne in piazza Campo de' Fiori dove vi partecipò anche l'attrice statunitense Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestanti inalberavano cartelli con scritte decisamente inconsuete e per quel periodo scandalose, come: "Legalizzazione dell'aborto", "Liberazione omosessuale", "Matrimonio = prostituzione legalizzata", e veniva fatto circolare un volantino che chiedeva che non fossero "lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l'intero processo della maternità". Quelle scritte sembrarono talmente intollerabili che la polizia, senza il consueto e di legge squillo di tromba , cominciò a caricare e manganellare, disperdendo le "scandalose", seppur pacifiche manifestanti. In molte città d'Italia sono state intitolati all'8 marzo strade e giardini. Insomma, si dedica una giornata alla donna e poi le si impedisce di esprimersi. Quanta ipocrisia!

Dopo aver riportato i fatti storici, a mio parere più importanti, che hanno segnato questa sacrosanta giornata che nessuno più delle donne merita, vorrei chiudere con una piccola riflessione. Tu, che ancora ti prodighi in maschilismi ed oppressioni, tu, che continui a vivere nella convinzione che una donna non può fare tutto ciò che fa un uomo, tu, che se vai con più donne sei un fenomeno, mentre se una donna va con più uomini è una poco di buono, tu, che le metti le mani addosso perché più forte,si,  proprio tu ... se fossi nato donna? Accetteresti di essere trattato come tu le tratti? Lo dubito fortemente. Immedesimazione ragazzi, impariamo ad immedesimarci. Se fossi nato donna, vorresti essere trattato con rispetto, con dignità, e soprattutto allo stesso livello di un uomo. Perché parliamoci chiaro, la donna è il sesso debole solo se la mettiamo sul piano muscolare, ma altrimenti, è forte quanto se non più di noi. Una donna ci completa, una donna ci rafforza, una donna ci fa ragionare, una donna ci sensibilizza... il mondo ha bisogno di uomini e donne, allo stesso identico modo. Quindi, ditemi che senso ha mancarle di rispetto? Ve lo dico io, nessuno. Viva la Donna, viva la libertà, viva la parità dei sessi. Amen.


A cura di Martino Linardi

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