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sabato 2 aprile 2016

AIDS: storia di una malattia diabolica

Correvano gli anni venti in Africa quando l’Aids non era ancora una malattia temuta da tutti. L’Aids è la patologia vera e propria, causata dal virus HIV: si tratta della sindrome da immunodeficienza acquisita.

Fu trasmessa per la prima volta all’uomo da una scimmia infetta e quello fu il momento d’inizio dell’iter epidemico. Tra locali, droghe, prostituzione e siringhe infette, venne diffusa negli Stati Uniti e divenne una vera e propria epidemia. Solo nel 1981 fu etichettata da tutti come una malattia mortale, nonostante la sua precedente esistenza. Molte sono state le ricerche scientifiche a proposito dell’Aids: si giunse ad generare un collegamento tra la malattia e la sfera sessuale, poiché si trattava appunto di una patologia sessualmente trasmissibile. Inoltre, vi era un collegamento con l’uso di droghe e quindi di siringhe infette.

Inizialmente, fu un vero e proprio dramma: le persone affette vennero etichettate come sieropositive e divennero oggetto discriminatorio da parte della popolazione. Tuttavia, ancora oggi vi sono atteggiamenti discriminatori e quasi di terrore, alimentati da un sottofondo di ignoranza comune: la malattia non si trasmette infatti con “una stretta di mano” come si suole pensare ma necessita di contatto con i fluidi biologici.                          Gli anni Settanta- Ottanta furono il baricentro della trasmissione del virus: feste, locali, sballo, droghe. Molti sono inoltre i personaggi famosi affetti da HIV: da Rock Hudson a Freddie Mercury, da Isaac Asimov a Keith Haring: si trattava proprio degli anni d'oro della malattia. AIDS-NUOVA-Copia

Oggi la malattia viene vista con un'altra ottica, non migliore, non peggiore: si spera solo nel cambiamento. Grazie alle ricerche odierne, si è giunti allo studio di nuovi farmaci che possano bloccare la replicazione del virus, ma non vi sono ad oggi farmaci o vaccini che eliminino completamente la malattia.

Il primo farmaco ad essere stato scoperto fu uno scalpore per tutti: si trattò dell’AZT, ossia dell’azidotimidina, farmaco antivirale noto anche come zidovudina; fu riconosciuto come primo farmaco capace di bloccare la replicazione del virus dell’HIV. Il virus è di tipo RNA ed è precisamente una trascrittasi inversa. Grazie al farmaco, si va ad interferire con il processo che permette la riproduzione del virus.

Con il tempo furono inventati altri farmaci allo scopo di creare una sorta di “cocktail di farmaci”: si parla della terapia HAART. Si tratta infatti di un insieme di farmaci assunti periodicamente e man mano variati con lo stesso obiettivo di bloccare la replicazione.

Oggigiorno, gli studi si stanno sempre più intensificando e le ricerche sono sempre attive: sono in fase di studio nuovi trattamenti che puntano sulla terapia genica e sulla messa a punto di appositi vaccini in grado di proteggere le persone immunizzate in caso di contatto con il virus. Tuttavia la strada è ancora lunga e tutto questo non è altro che la punta dell’iceberg.

 

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