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sabato 30 gennaio 2016

Totalitarismo, il denominatore comune di comunismo e fascismo

Il totalitarismo è il tentativo di distruggere i rapporti politici ed è caratterizzato da una rapidità dei processi evolutivi e da una forza di propagazione che è veloce al pari di quella di un virus.

Tale fenomeno riuscì a imporre il proprio dominio in diversi paesi. Benito Mussolini(1883-1945) fu il primo a usare il termine totalitarismo per definire il proprio regime, anche se il totalitarismo si manifestò altresì in epoche più lontane; infatti, anche il Terrore(1793-1794) che si impose durante la Rivoluzione francese, è da considerare una sorta di totalitarismo.

 In un regime totalitario le parole devono essere dette subito, immediatamente; non bisogna raffigurarle nella mente.

Questa ideologia è associabile alla dottrina del socing, che compare in 1984, celebre romanzo del giornalista e scrittore britannico George Orwell(1903-1950) tale dottrina implica la fedeltà a tre slogan:

l'ignoranza è forza, la guerra è pace e la libertà è schiavitù.





In uno stato liberale, ogni cittadino ha il potere di intraprendere attività senza limitazioni e controlli, mentre in uno stato totalitario il cittadino, appartenente alla massa, è inferiore a chi governa; questo principio delinea il divario assoluto tra governante e governato.

Hegel(1770-1831) afferma che l'uomo è sia un individuo, sia un membro della società; quando la figura dell'individuo diviene subordinata a quella della società nasce il totalitarismo.





Nei regimi totalitari, gli stati controllano gli aspetti della vita degli individui, servendosi della propaganda. La propaganda è un messaggio che usufruisce dei mezzi di comunicazione per entrare prepotentemente nelle case della gente e si impone nelle strade tramite l'affissione di manifesti. Questo tipo di comunicazione ha dunque come peculiarità un forte potere di manipolazione sociale.

I regimi totalitari facevano ricorso anche alle polizie segrete, come ad esempio la Gestapo del Terzo Reich, per reprimere il dissenso al regime ed eliminando così gli oppositori.


Ecco che si arriva a parlare anche di mobilitazione delle masse, fatte, secondo il sociologo statunitense Herbert Blumer(1900-1987) da individui che non si conoscono, separati dal punto di vista dello spazio, privi di tradizione, di organizzazione e con una mancanza di leadership.


Un concetto molto importante, emerso durante gli anni quaranta, è quello dell'ago ipodermico; secondo tale teoria i mezzi di comunicazione rendono passiva la gente, come se quest'ultima venisse colpita da un proiettile in grado di condizionarne il comportamento, plagiandone la mente secondo il volere dello stato.

Nella storia diversi regimi si sono serviti della propaganda; dal fascismo in Italia al nazismo in Germania, dalla Spagna franchista al Portogallo di António de Oliveira Salazar(1889-1970) fondatore del Estado Novo. Anche la Russia di Stalin(1879-1953) si servì di tale mezzo; si può dunque affermare che il totalitarismo sia un aspetto che il regime di estrema destra e quello di estrema sinistra ebbero e hanno ancora in comune. Oggigiorno sono ancora presenti regimi dittatoriali, dove viene represso ogni residuo di democrazia, specialmente nei paesi del terzo mondo.
In Italia, invece, bisognerebbe evitare gente, spesso palesemente ignorante, che fa propaganda per le strade, senza sapere cosa sia realmente accaduto nella storia.

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3 commenti :

  1. Caro Daniele, ritengo ci siano diversi problemi con la tua impostazione del problema. Innanzitutto, se - come mi pare tu voglia fare - includiamo il fascismo tra i totalitarismi, mi sembra abbastanza difficile parlare di "rapidità dei processi evolutivi e da una forza di propagazione che è veloce al pari di quella di un virus": questo infatti impiegò minimo una decina d'anni per raggiungere un grado decente del suo progetto totalitario, senza ovviamente mai riuscire a portarlo a termine. La critica rimane valida anche se accettiamo la proposta di Gentile, a mio parere assai sensata, di iniziare a considerare il "totalitarismo" più come un modus operandi che un tipo di regime ben definito.
    Definire il Terrore francese una sorta di totalitarismo mi pare quanto meno errato, da quel che mi risulta non possedette nessuna delle caratteristiche dei tre grandi regimi totalitari se non, per l'appunto, l'uso del terrore come strumento di controllo. Tuttavia gradirei approfondimenti in merito, nel caso tu ritenga di poter argomentare al riguardo!
    Non capisco infine una delle tue ultime frasi: "si può dunque affermare che il totalitarismo sia un aspetto che il regime di estrema destra e quello di estrema sinistra ebbero e hanno ancora in comune. " In che senso "hanno ancora"? A cosa ti riferisci? Se all'ideologia, temo tu debba fare chiarezza nelle tue idee, visto che - ad esempio - il fine ultimo del marxismo è la democrazia, quindi certo non il totalitarismo. E a chi ti riferisci dicendo che fa propaganda nelle strade senza sapere cosa è veramente accaduto nella storia? E' per caso una critica al comunismo sulla base dell'esperienza stalinista?

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  2. Buongiorno Leonardo, scusa se rispondo solo ora, ma non sono mai stato davanti al computer in quest'ultimo periodo.
    Allora, per rapidità di processi evolutivi parlo della velocità con la quale i messaggi di propaganda arrivavano prepotentemente nelle case dei cittadini
    e per la rapidità con la quale si diffondevano nelle strade; siamo in pieno '900 e quindi nell'era dei mezzi di comunicazione di massa,
    questa informazione mi è stata data all'università. Il Terrore in Francia fu affine al Totalitarismo in quanto coloro che si opponevano
    a tale regime venivano eliminati fisicamente; questo aspetto credo che sia presente in ogni libro di storia e mi è stato ribadito anche all'università.
    Un aspetto che i regimi estremisti di destra e di sinistra hanno e continuano ad avere in comune(specialmente nel terzo mondo) è che l'individuo nella società non è pienamente libero
    ed è subordinato alla stessa società.
    Per finire, la gente che fa propaganda per le strade. Mi sono imbattuto nella mia città(anche davanti alla mia vecchia scuola) in gente operante in alcuni stand, impegnata a distribuire volantini
    propagandistici. Spero di aver chiarito questi tuoi dubbi, buona continuazione

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  3. Non avevo risposto a questo. Anche la Russia durante il regime di Stalin fu un periodo cupo, in quanto coloro che cercarono di opporsi venivano uccisi.

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