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lunedì 11 gennaio 2016

Quello che non ci dicono sulla guerra: Chi è il vero nemico?

e4e71c651c61b26b2f1b53aeecaf4020Un mare di informazioni in televisioni e giornali sulla strage di Parigi del 13 novembre 2015 ed i suoi sviluppi: gli attentati, le vittime, i carnefici, le dichiarazioni dei capi di governo, le testimonianze dei superstiti, il cordoglio generale, la solidarietà, la vicinanza dell'Europa e della comunità internazionale nella tragedia. La goccia che dopo l'11 settembre 2001 ha fatto nuovamente traboccare il vaso risvegliando paure latenti e portando ad inevitabili conseguenze: altri attacchi e bombardamenti in una continua guerra al terrorismo che ormai varca i confini di Stati su Stati. Notizie che suscitano paura e rabbia, ma anche molte riflessioni. Tuttavia poco è stato detto sul perché è successo, nessuna riflessione approfondita nel tentativo di capirne a fondo le ragioni. Sono ormai all'ordine del giorno nei telegiornali i messaggi di allerta terrosimo e i discorsi dei politici sulla guerra allo Stato islamico, designato spesso come unico responsabile di stragi e violenza.

Sappiamo bene quanto la maggior parte dei media mainstream miri ad indirizzare le menti del proprio pubblico a riflettere solamente nei limiti di ciò che viene mostrato o discusso pubblicamente. E questo non aiuta certo a riflettere in modo serio e consapevole su molti aspetti degni di considerazione in una situazione di guerra e di paura generale. Chi siano i buoni e chi i cattivi sembra un’ovvietà vedendo gli uomini barbuti armati di kalashnikov con la faccia coperta, vestiti di nero, che uccidono in nome di Allah vittime innocenti di un Occidente civilizzato che grida alla pace e che invece subisce violenza.

Siamo quotidianamente distratti dalla paura e dall’odio, dalla necessità di chiudere le porte per difenderci e puntare il dito inquisitore su chi secondo noi costituisce una minaccia, giudicando spesso attraverso inutili generalizzazioni, confusi da una visione univoca delle realtà. E allora può succedere che le risposte che invocano l’odio reciproco generato dalla paura abbiano la meglio sulle considerazioni basate sulla coscienza e la morale.

Ma chi è il vero nemico?

Si è parlato molto delle vittime innocenti dell’Occidente. Ma quando tocca alle vittime di attentati terroristici altrove il clamore mediatico si concentra ancora e soprattutto sulla conta delle vittime occidentali accidentalmente coinvolte. Triste realtà.

Si è discusso a fondo degli aspetti religiosi implicati nelle azioni terroristiche. Vero che la jihad ha un fondamento nella religione islamica; falso che la maggior parte dei musulmani condivida l’idea di uccidere in nome di un Dio. Nessun Dio vuole odio e violenza; opinione condivisa dalla maggioranza dei musulmani ed anche pensiero comune alle religioni che hanno abbandonato un’interpretazione bigotta e guerrigliera delle sacre scritture. Perché ricordiamoci che anche i cristiani hanno combattuto le crociate indette da papi, uccidendo in nome di Dio.

Dunque oggi la religione sarebbe un pretesto, non una vera motivazione, per trovare una spiegazione, o meglio per distrarre dalle cause, che sono molteplici, e che non risparmiano quell’Occidente civilizzato dall’esimersi dalle proprie responsabilità. L’Occidente è impegnato da anni in missioni di pace in paesi come Afghanistan, Iraq, Libia e Palestina. Ma per portare la pace c’è bisogno dei carri armati?

Si parla poco della Siria ridotta in macerie, del mondo arabo che ogni giorno è testimone di stragi, di morti innocenti e di orrore. Eppure anche questa è una realtà contemporanea. Una realtà che purtroppo ci sembra lontana, ma che ci riguarda. Tutte quelle persone che fuggono dalla guerra, tutti quei morti nelle acque del Mediterraneo sono proprio come i ragazzi di Parigi, che non sono riusciti a fuggire da una furia omicida, esattamente come gli innumerevoli morti spesso sacrificati e poco commemorati nella lista delle memorabili battaglie vinte combattendo il terrorismo: dove sono le vittime innocenti, uomini donne e bambini, non terroristi, rimasti uccisi nei raid a Raqqa?

Il vero nemico è l’odio, l’interesse, il denaro. E chiunque sia incline a odiare, o a usare religione o discriminazione e razzismo, a rinnegare comprensione e rispetto, come pretesti per innescare una guerra ingiusta, perché nessuna guerra è giusta. Dovremmo sempre soffermarci a pensare all’odio ed anche alle sue conseguenze, che siano pagate dai ragazzi in una serata parigina, o dai bambini siriani. Perché è questo il nemico da combattere. Perché in una guerra non ci sono vincitori o vinti. Perché non esistono vittime e carnefici se alle pallottole rispondiamo con le bombe. Perché piangeremo sempre le vittime degli ideali impazziti, persone comuni, i cittadini del mondo con le loro religioni, idee, culture, e vite, sottomesse alle decisioni dei loro sovrani, colpite dalle armi di chi combatte agli ordini dei propri padroni, mossi da propositi ingiustificati, che inneggiano all’odio e alla violenza per prevalere gli uni sugli altri, presunzione che dopo innumerevoli lezioni inflitte dalla storia ancora muove esseri umani ad uccidere altri esseri umani.

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1 commento :

  1. Giorgio Vannucchi17 gennaio 2016 15:11

    Quello che esprimi nell'articolo è giusto, tuttavia bisogna anche considerare che i conflitti in medio oriente nascono da profonde divisioni culturali/religiose tra sciiti iraniani e sunniti arabi, si sono accentuate con il conflitto israelo-palestinese e solo dopo gli americani, russi, francesci, inglesi, ecc si sono inseriti nella mischia con interessi economici legati al petrolio... quindi io parlerei di radici diverse che hanno poi portato a quello che è oggi il medio oriente cioè un enorme pentolone di ineteressi economici, culturali e religiosi!

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