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mercoledì 30 dicembre 2015

Il mistero della statua di montone



Quello che forse tutti ignorano sull’archeologia e gli archeologi è che le scoperte più importanti hanno generalmente luogo nell’ultimo giorno di scavo, quando è ormai ora di impacchettare, di salutare e di prepararsi a tornare nella propria confortevole casa. E allora ecco che la squadra torna a lavoro, attrezzi in spalla, e una mezza fetta di panettone con cui consolarsi.

Ovviamente mi concedo di scherzare, ma se parlaste con gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority e della Caesarea Development Corporation impegnati in uno scavo al Caesarea Harbor National Park, potreste rendervi conto che il mio siparietto non è poi così distante dalla realtà.

Pensate infatti che durante la vigilia di Natale questi archeologi israeliani hanno scoperto quello che è considerato uno dei simboli antichi più conosciuti con cui si identificava Gesù. Si tratta di una statua in marmo (di circa 40x30 cm) raffigurante un montone - animale che Gesù di solito portava in braccio o sulle proprie spalle - incisa con grande cura e precisione.


Gli archeologi hanno fin da subito definito la scoperta significativa: “Nei primi tempi del Cristianesimo Gesù non era affatto raffigurato come una persona. Si usavano, piuttosto, dei simboli, come appunto il montone. Può o può non essere una coincidenza, ma la statua è stata scoperta durante la vigilia di Natale.”, affermano gli archeologi Peter Gendelman e Mohammad Hater, direttori della missione che si trovava impegnata nello scavo di una chiesa bizantina localizzata a 120 km a nord est di Gerusalemme.

E’ possibile quindi che la statua del montone risalga al VI-VII secolo d.C. quando per l’appunto la chiesa venne costruita. Non va però esclusa l’ipotesi che essa possa risalire ai primi anni dell’impero romano e a tal proposito gli archeologi spiegherebbero la presenza del simulacro come riuso decorativo per la chiesa.

Del resto il montone costituiva un simbolo non solo per la cultura cristiana: nell’Antico Egitto, per esempio, esso rappresentava il dio Amon e quindi la regalità; mentre nella Grecia e nella Roma dell’epoca, la pecora accompagnava spesso le raffigurazioni del dio Ermes – Mercurio.


Rimane comunque certa l’importanza di questo animale nella nostra religione. E’ del nuovo Testamento il verso che identifica Gesù come un agnello: “Il giorno seguente, vide Gesù venire verso di lui, e disse: Ecco, l’agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.”

I ricercatori israeliani hanno comunque trovato altre raffigurazioni simili nell’area, incluso un montone calcareo di 9.500 anni fa con corna spiraliforme incise che potrebbe essere stato usato come portafortuna.
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