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domenica 6 dicembre 2015

Gli italiani illuminati

L’Illuminismo fu di matrice francese, ma non si limitò a espandersi solo in Francia! Questa corrente di pensiero si diffuse in tutta l’Europa occidentale e anche in Russia e vide nell’opera Encyclopédie, di Denis Diderot e di Jean Baptiste Le Rond D’Alembert il manifesto di tale movimento.

In Italia, l’Illuminismo presentava diverse sfaccettature; a differenza di quello francese, incentrato sulle questioni tecniche, l’Illuminismo italiano mirava a risolvere i problemi pratici; ancora in Italia, questo movimento filosofico mostrava differenze tra nord e sud.

Tra i nomi degli illuministi italiani più noti, spicca quello del giurista ed economista milanese Cesare Beccarìa(1738 – 1794) autore del trattato Dei delitti e delle pene, pubblicato in forma anonima a Livorno nel 1764.


Cesare Beccarìa:
Beccarìa condannava tutti i mezzi di punizione e criticava aspramente la tortura, che veniva usata come metodo per estorcere confessioni e reputava il delitto non una, ma la violazione dell’ordine sociale e reputava il reato inutile e contraddittorio al principio contrattualistico. I fratelli Pietro (1728 – 1797) e Alessandro Verri (1741 – 1816) furono i pilastri dell’Illuminismo lombardo; Pietro era un nobile, ma al contempo auspicava l’abbattimento delle regalie, ovvero dei dazi e dei pedaggi di cui godevano i privati in base ai diritti feudali.


Paolo e Alessandro Verri:

I fratelli Verri sono altresì ricordati per aver fondato il Caffè, il noto quotidiano italiano, che ebbe sede a casa loro e che esponeva le opinioni e le discussioni che avevano luogo nella Società dei Pugni. Il nome Caffè venne ricavato da una metafora, perché il caffè è una bevanda eccitante; come il caffè svegliava il popolo, l’Illuminismo serviva come presa di coscienza della popolazione tramite la diffusione delle idee.
Nel diciottesimo secolo, mentre i nobili prediligevano i salotti, le botteghe del caffè divennero i luoghi più frequentati dalla borghesia! Finora però ci siamo limitati a descrivere l’Illuminismo milanese; non si pensi però che solo in quella città siano circolate le grandi idee dell’Illuminismo italiano.


Gaetano Filangieri:

Nel Meridione fu molto attivo l’economista Gaetano Filangeri (1752-1788) fortemente ostile ai residui del regime feudale; egli si batté per l’imposizione dell’educazione pubblica ed era convinto dell’importanza dell’agricoltura e della libertà del commercio, sostenendo un’unica imposta sul prodotto della terra. L’opera più importante di Filangieri, quella che è ancora oggi considerata come la più importante dell’Illuminismo dell’Italia meridionale, è La scienza della legislazione, in cui viene espressa la volontà di intervenire nella realtà del sud della penisola.

Le idee illuministiche furono divulgate attraverso i caffè e furono stimate e rispettate anche dai grandi sovrani assoluti, detti poi sovrani assoluti illuminati; lo stesso Voltaire (1694-1778) fu al servizio della zarina di Russia Caterina II (1729-1796) che fece adottare il francese come lingua di corte.

Se riflettiamo un secondo, ci accorgiamo che dobbiamo molto a questi pensatori; molte di queste idee divennero ad esempio le fondamenta della rivoluzione francese.
Il dialogo nella società è di fondamentale importanza e tutti noi abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione e di farla valere se riteniamo che essa sia giusta!

Di: RLS Staff


Fonti:

Web

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