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giovedì 5 novembre 2015

La schiavitù dei neri nell'America dell'800

L'abolizione della schiavitù in America ha davvero portato gli esiti sperati? I cittadini afroamericani diventarono veramente liberi?

Sia nel nord sia nel sud dell'America anche dopo l'abolizione della schiavitù si portò avanti una politica di segregazione nei confronti dei neri, come si può vedere in modo evidente anche dalla paradossale formuletta emanata dalla Corte suprema nel 1896 "separati ma uguali".

Il senso di nazionalismo americano si sviluppa soprattutto nel solco di una netta contrapposizione nei confronti dei neri. Questo perchè, dopo la guerra di secessione americana, scatenatasi proprio a causa della questione della schiavitù dei neri, si tentò una politica di riconciliazione tra Nord e Sud, una politica che rafforzava il senso comune di identità dei bianchi che si contrapponevano ai neri, una differenza basata unicamente sul colore della pelle. La festa del Columbus day univa tutti i bianchi, anche gli immigrati, prima anch'essi discriminati, contro i neri.

La stessa opera politica di Lincoln, nonostante verrà poi considerato dopo la sua morte un martire contro la schiavitù, era finalizzata anche ad un tornaconto personale (senza nulla togliere alla grandezza di questo personaggio storico).

Infatti quando l'esito della guerra civile è ancora incerto, Lincoln emana un Proclama di emancipazione degli afroamericani, che ha due finalità essenziali: porre le basi per l'arruolamento dei neri nell'esercito unionista e indebolire il "fronte interno" dei confederati suscitando- nei limiti del possibile- la resistenza degli schiavi nei confronti dello stato confederale o la loro fuga verso nord.

Sicuramente negli stati del Nord, con la predominanza del partito dei Repubblicani, c'è una maggiore sensibilità nei confronti del problema della schiavitù dei neri. Tra gli anni '30 e '40 dell'800 si forma un movimento antischiavista: in questo senso emblematico è il libro di Harriet Beecher Stowe, "La capanna dello zio Tom", che è un romanzo di denuncia di ispirazione antischiavista. Nel Sud però vediamo che nel 1850 il Congresso federale approva un Fugitive Slave Act che autorizza i padroni a inseguire gli schiavi fuggiaschi anche nei territori liberi e a riprenderseli senza processo, una norma che viola i principi riconosciuti nel Bill of Rights e che si presta a molti abusi. Inoltre nel 1854 i capi meridionali fanno passare nel Congresso federale il Kansas-Nebraska Act, che abroga il divieto di introdurre la schiavitù negli stati di nuova acquisizione e stabilisce che siano i residenti dei nuovi stati a decidere se rendervi legale la schiavitù oppure no.

Dopo la morte di Lincoln, sale al potere il razzista Andrew Johnson che autorizza i governatori degli stati del sud a emanare i cosiddetti Black Codes, codici normativi che sostanzialmente confermano per il dopoguerra la schiavitù dei neri.  Il partito repubblicano risponde a questa iniziativa nel 1865 e impone la approvazione del XIII Emendamento della Costituzione, col quale viene abolita la schiavitù; si prosegue poi con il XIV Emendamento del 1868, che implicitamente attribuisce la piena cittadinanza anche ai neri e infine con il XV Emendamento del 1870, che attribuisce il diritto di voto anche ai cittadini afroamericani. Negli anni '70 dell'800 in alcuni stati, come il South Carolina e la Louisiana, i neri cominciano a partecipare alla vita politica ma quest'esperienza avrà vita breve.

Nel 1866 viene fondato il Ku Klux Klan, un' associazione terroristica e razzista che organizza azioni di intimidazione violenta e di aggressione contro i neri, inizialmete tollerate anche dalle autorità locali bianche. Arnaldo Testi, storico degli Stati Uniti, scrive: "Con vari marchingegni legali, fu loro impedito di votare e muoversi liberamente nello spazio pubblico. Chiese e scuole, abitazioni e luoghi di lavoro, ristoranti e mezzi di trasporto, ospedali e prigioni, manicomi e cimiteri, furono separati per razza. Per "tenere i negri al loro posto" fu importata la pratica del linciaggio, fino allora diffusa nelle regioni di frontiera dell'Ovest. Il nord non stette solo a guardare, ma approvò. Intorno al volgere di secolo, negazione dei diritti politici e segregazione razziale furono sanzionate dalla Corte suprema degli Stati Uniti. Tutta la cultura nazionale, imbevuta di nuove forme di razzismo connesse agli sviluppi della politica imperiale e coloniale negli Stati Uniti e in Europa, accettò l'idea che gli afroamericani appartenessero a una razza inferiore incapace di autogoverno".

Dalla fine degli anni '70 dell'Ottocento dunque la piena uguaglianza fra bianchi e neri si rivela una semplice parentesi: tanto il congresso federale quanto i Parlamenti dei singoli Stati cominciano ad approvare leggi che limitano le libertà sia politiche sia civili dei neri.

La politica di segregazione cui i neri sono sottoposti in questi anni riceve nel 1915 una sorta di modernissima consacrazione simbolica. In quell'anno, negli ormai numerosi cinema americani, viene proiettato "Nascita di una nazione" di David Griffith. Il tema del film è la nascita della nazione americana, che- secondo la tesi di Griffith- è opera della benefica azione svolta dall'associazione segreta razzista Ku Klux Klan. Il Ku Klux Klan, secondo Griffith, avrebbe aperto gli occhi alla comunità bianca, uscita divisa dalla guerra civile.

Ci sono però fortunatamente delle voci controcorrente, sono quelle delle associazioni per i diritti civili dei neri. Nel 1881 un giovane insegnante, Booker T. Washington, contribuisce a fondare in Alabama il Tuskegee Institute, una scuola tecnica riservata a studenti neri. Nel 1909, inoltre viene fondata l' Associazione Nazionale per il progresso della gente di colore. Il suo promotore è William Du Bois , che sosterrà con determinazione l'obiettivo politico della parità razziale.


Di: Eugenia Chetta

Fonti:

- Alberto Mario Banti, L'età contemporanea. Dalle rivoluzioni settecentesche all'imperialismo.

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1 commento :

  1. bell'articolo!! anche se al giorno d'oggi servirebbero più uomini come du bois e meno come salvini... (opinione personale!!)

    lincoln purtroppo fece ciò che poteva... perdere il consenso sarebbe stato troppo grave!

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