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martedì 17 novembre 2015

Attentati di Parigi: il rischio che le vittime diventino bombe

Cattura11 settembre 2001, la storia sembra offrire ad Huntington le basi per la sua teoria più celebre. 13 novembre 2015, lentamente emergono tutti i fantasmi che la sua teoria aveva sepolto sotto la troppo semplicistica etichetta di "scontro di civiltà". Lentamente, perché i media e i politici ostacolano questo processo di presa di coscienza nella misura in cui cavalcano l'onda della violenza e strumentalizzano i morti e il mito della sicurezza allo scopo utilitaristico di rastrellare voti. E proprio adesso che la storia rischia di diventare materia vuota e inerme, sfrutto l'occasione di provare a far emergere qualcosa che in questi anni si è smarrito tra i luoghi comuni che hanno inchiodato una cultura intera, sfruttando questo sito in questo intento. Allora proviamo a scavare negli ultimi anni alla ricerca di basi epistemologiche solide per comprendere i fatti del 13 novembre 2015.

Parlo di basi epistemologiche, proprio perché queste hanno lasciato spazio all'odio e, di conseguenza, all'irrazionalità. Oggi, è sicuramente più difficile mantenere la calma e pensare a mente lucida, ma ci proveremo. Ho scelto il 2001 come anno di partenza, perché è dal 2001 che l'Italia e in un certo senso l'Europa hanno interamente delegato la propria politica estera agli USA, supportando così la preventiva guerra contro il terrorismo, una crociata portata avanti dall'allora presidente G.W. Bush che non ha dato i frutti sperati, dal momento che il terrorismo in questo quindicennio si drammaticamente evoluto. Ed è proprio in questo periodo che lo scontro di civiltà ha contribuito ad oscurare logiche marcatamente economiche, un iter districatosi lungo i pozzi di petrolio del Medio Oriente che ha raggiunto il suo picco con l'abbattimento del regime di Gheddafi, un vuoto politico che ha lasciato la Libia in balia dei signori della guerra e dell'Isis.

Le azioni dell'Isis sono ingiustificabili, ma pensare che l'imperialismo americano (e francese) in Medio Oriente non conducesse a nessuna reazione era semplicemente una speranza mal riposta. E questa reazione non può che districarsi lungo binari del terrore, che schivano una guerra a campo aperto persa in partenza. Ed è arrivati a questo punto che occorre mantenere la lucidità e la calma, che occorre pensare prima di puntare il dito, un dito che talvolta in passato ci siamo dimenticati di puntare contro i nostri politici che adesso rischiano di prolungare la serie di atti terroristici in Europa. Se i bombardamenti in Medio Oriente hanno portato a questo, aumentare i bombardamenti non scaccerà dall'Europa lo spauracchio del terrorismo.

Un terrorismo che probabilmente ha aperto in Occidente una ferita tanto profonda quanto quella del 2001. Negli attentati del 13 novembre a Parigi ci sono state troppe vittime di un terrorismo che si è appropriato di una città e la messa sotto scacco con la guerriglia urbana. Eppure nei giornali non si leggono le loro storie, e adesso la preoccupazione è che diventino il carburante per una nuova guerra, che i loro volti si perdano tra i tanti strumenti per le propagande politiche. Quella di Hollande è già iniziata. Ha già provveduto a rilasciare dichiarazioni strategiche nelle quali suppone che gli attentati siano stati condotti da una cellula siriana,  un'affermazione volta a giustificare gli errori commessi fino a qui nella sua politica estera in Siria, volta a far cadere il regime di Assad, un regime che in questo momento è un baluardo chiave contro l'Isis nella regione.

E allora non resta che posare le considerazioni e sperare in movimenti che si dissocino da classi politiche guerrafondaie al fine di riorientare gli sforzi verso soluzioni che blocchino realmente l'ondata terrorista in Europa. Un terrorismo che ha già vinto nella misura in cui ci ha privato della propensione dell'uomo all'agire, ad una politica cascata sotto l'ombrello americano, o ancora nella misura in cui ha relegato le nostre società al terrore, rischiando di far deragliare le nostre vite sotto lo sguardo attento di una telecamera e di un metal detector.

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