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venerdì 16 ottobre 2015

Per gli amici Giovanna. Papa Giovanni VIII: storia di una menzogna senza tempo

Fresco di uscita nelle sale cinematografiche italiane, il film anglo-francese The Program narra le tristemente famose vicende di uno degli sportivi più conosciuti del ventunesimo secolo, quel Lance Armstrong capace di vincere e stravincere per ben 7 volte consecutive, dal 1999 al 2005, la corsa ciclistica più ambita al mondo, il Tour de France. Peccato, però, che il super-atleta si aiutasse, nella sua scalata ai vertici sportivi, con l'uso di sostanze dopanti; scoperto alla fine del 2012, venne squalificato a vita e si vide revocare tutti i trofei vinti dal 1998 in poi. Storia di un colossale imbroglio finito male.

Ma di furbetti alla Armstrong, tornando indietro nel tempo, ne troviamo di molti. Una in particolare, a metà tra realtà e leggenda, attira ancora oggi l'interesse degli storici per essere riuscita ad ingannare nientemeno che la Chiesa Cattolica. Storia di un colossale imbroglio finito malissimo. Stiamo parlando della Papessa Giovanna.

I fatti iniziano circa 1200 anni fa, quando una giovane fanciulla di nome Giovanna Angelica, nata forse a Magonza, volle reagire al triste destino che l'aveva resa orfana in tenera età, e mossa da ambizione personale seguì, camuffandosi, un monaco fino in Oriente, dove ebbe l'opportunità di studiare e apprendere molte nozioni. Alla morte del monaco essa scalò rapidamente, sempre camuffata da uomo, i vari gradi del cammino ecclesiastico fino ad essere sorprendentemente scelta, proprio per la sua saggezza e conoscenza teologica, per ricoprire la carica massima, il papato.

Avvenne così che l'umile ma determinata donna divenne Papa, nell'anno 853, col nome di Giovanni VIII. Al nuovo Papa, come da tradizione, venne assegnato un giovane prete per i compiti di segreteria e fu proprio quest'ultimo, ben presto, a scoprire l'intimo segreto del Pontefice. Contrariamente alle aspettative, il prete preferì mantenere il segreto invece che rivelarlo alle autorità, e i due diventarono amanti.

Ma una relazione così pericolosa non poteva certo portare a conclusioni felici. La Papessa rimase incinta e dovette nascondere per molti mesi anche questo suo nuovo segreto finchè un giorno, durante la processione di Pasqua dell'anno 855, Giovanna fu costretta a svelare tragicamente la sua verità.

Si era dunque in processione lungo la strada che andava collegando San Pietro con la Basilica di San Giovanni in Laterano. All'improvviso, la folla che continuamente accalcava la strada al passaggio del corteo fece innervosire il cavallo della Papessa, la quale, nello sforzo di riuscire a calmare l'animale, ebbe le doglie e partorì, lì, in mezzo alla strada ed alla gente. Superato il momento di smarrimento ed incredulità, la folla inferocita comprese la menzogna e subito attuò la sua vendetta. La donna, e forse anche il neonato, venne legata dai piedi al cavallo e fatta strisciare per le strade di Roma fin nei pressi di Ripa Grande, dove fu barbaramente lapidata. Com'era prevedibile, la Chiesa si adoperò, con il Papa successore Benedetto III, per eliminare ogni minima traccia della Papessa e del suo gigantesco imbroglio, cancellando il suo nome anche dalle registrazioni storiche.

Non solo: per prevenire altri futuri inconvenienti simili, si cominciò ad utilizzare durante le cerimonie di investitura papale, una particolare sedia chiamata “stercoraria” dotata di un foro centrale sulla seduta, per mezzo del quale i giovani diaconi dovevano controllare il sesso del neo-Pontefice, per scongiurare l'eventualità che fosse una donna o un eunuco. Una volta appurato il sesso maschile si pronunciava a gran voce la frase: virgam et testiculud habet, a confermare la presenza di pene e testicoli. Dopo questo passaggio, avveniva l'elezione. A spiegarlo in versi è il poeta Giuseppe Gioacchino Belli che dice: “D’allora st’antra ssedia sce fu mmessa / pe ttastà ssotto ar zito de le vojje / si er pontefisce sii Papa o Papessa."

Realtà o leggenda? A rafforzare la prima ipotesi sono diversi elementi: Giovanni Boccaccio menziona la Papessa nel suo scritto De mulieribus claris, capitolo 101; la sua immagine è presente inoltre nell'elenco dei Papi del Duomo di Siena e ad essa è dedicata anche uno dei trionfi (o arcani maggiori) dei Tarocchi, la carta della Papessa. A sostegno della seconda ipotesi, invece, intervengono alcuni errori storici; a quanto pare, le processioni di Pasqua non passavano per la strada in cui avvenne il fattaccio, mentre tra l'elezione di Benedetto III e la morte del suo predecessore Leone IV passarono solo alcune settimane e non due anni. Infine, risulta l'esistenza della “stercoraria” anche durante l'epoca di Costantino, circa cinque secoli prima della leggenda della Papessa. Probabilmente verità e mito si fondono in questa storia, ciò che ne scaturisce è un'allegoria della condizione femminile di quei tempi, quando la donna non poteva aspirare a nessun tipo di incarico di potere, sebbene ne avesse in alcuni casi le qualità. Si dice che la Papessa Giovanna fu sepolta nello stesso luogo dove partorì, all'incrocio tra l'attuale via dei Santissimi Quattro Coronati e via dei Querceti a Roma, dove ancora oggi possiamo trovare un Sacello posto a ricordo di colei che ebbe il coraggio di ingannare, riuscendoci, la Chiesa.

Visitata recentemente, questa piccola costruzione ad angolo colpisce per lo stato di degrado e abbandono in cui da tempo è lasciata. Nonostante ciò, dopo più di un millennio, fa tenerezza vedere i gesti di affetto di chi vuole onorarne il ricordo, con un fiocco, una frase o semplicemente una rosa bianca, per quel bambino colpevole di essere nato nel momento più sbagliato possibile.


Di: Simona Amadori

Fonti:
Web

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