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mercoledì 14 ottobre 2015

Guglielmo d’Orange: l’uomo della Pacifica e Gloriosa Rivoluzione






Tempi duri attraversarono la Gran Bretagna nella seconda metà del XVII secolo. In quel periodo, re Carlo II (1630-1685) tornò al trono dopo il suo esilio in Francia, mettendo così fine alla repubblica. La corte di Carlo II fu considerata la più immorale della storia inglese. Un’epidemia di peste colpì Londra nel 1665, provocando più di centomila morti; l’anno successivo gran parte della città fu devastata da un violento incendio(The Great Fire of London) e i Puritani credettero che si trattasse di una punizione divina in risposta alla mancanza di disciplina da parte del sovrano.Una vera cooperazione tra corona e parlamento vi fu solo in seguito alla “Gloriosa Rivoluzione”, di cui indiscusso protagonista fu Guglielmo (1650-1702) principe d’Orange e conte di Nassau.
Willem Hendrik van Orange-Nassau, o più semplicemente Guglielmo d’Orange, nacque a L’Aia(Den Haag) e fu nominato statolder il 28 giugno del 1672 di Olanda, titolo che veniva conferito al luogotenente del principe delle Province Unite dei Paesi Bassi, sua terra natìa. Su richiesta del Parlamento inglese egli si diresse in Gran Bretagna; il 5 novembre del 1688 sbarcò a Torbay, nel sud-ovest dell’Inghilterra e unitosi ai ribelli, marciò su Londra per porre fine alla politica del sovrano cattolico Giacomo II Stuart(1663-1701). Giacomo II, aveva inizialmente rifiutato i rinforzi da re Luigi XIV(1638-1715), ma poi, vedendo delle scissioni tra cattolici e protestanti all’interno del proprio esercito e un aumento di numero di disertori, si rifiutò di combattere e scappò in Francia.
Il 13 febbraio del 1689 Guglielmo divenne ufficialmente re di Inghilterra e Scozia(con il nome di Guglielmo III ) a pari merito della propria consorte, Maria Stuart, figlia di Giacomo II Stuart e istaurò una monarchia costituzionale(la forma di governo ancora oggi in vigore in Gran Bretagna) dove i membri del parlamento poterono essere eletti liberamente. Guglielmo sottoscrisse la Dichiarazione di diritti(Bill of rights) dove riconosceva il carattere contrattuale del suo potere e apriva la strada alla supremazia del Parlamento sulla corona.
Questo episodio non comportò spargimenti di sangue, per questo motivo si parlò di “Pacifica e Gloriosa Rivoluzione”.

Il fatto di associare l’aggettivo “pacifica” a una rivoluzione ha del paradossale. Una rivoluzione, a differenza di una riforma, viene messa in atto accompagnata da scontri, spesso cruenti.


Rod Steiger nei panni di Juan Miranda in Giù la testa
Rod Steiger nei panni di Juan Miranda in Giù la testa

Questo si evince anche all’inizio di Giù la testa, famoso film di Sergio Leone(1929-1989) del 1971, in cui appare una famosa frase di Mao Tse Tung (1893-1976). “La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza”.


Di: Staff

Fonti:
Web

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