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venerdì 25 settembre 2015

Scoperte 16 piramidi in un cimitero del Sudan

7Sembra quasi impossibile che un sito archeologico indagato da oltre 15 anni possa condurre a nuove scoperte, eppure il Dr. Derek Welsby, curatore presso il British Museum di Londra, ha dimostrato il contrario.



Ci troviamo nel cimitero dell’antica città di Gematon, in Sudan, dove lo scorso mese un gruppo di archeologi inglesi, al lavoro nella zona dal 1998, ha riportato alla luce ben 16 piramidi con tombe risalenti a quasi 2.000 anni fa. Stando a quanto dichiarato dal direttore di scavo, il Dr. Welsby, sei di queste piramidi sono costruite in pietra, mentre le restanti dieci in mattoni crudi. Sappiamo inoltre che la più grande ha un perimetro di circa 64 m e che doveva raggiungere l’altezza di 13 m.



Ma chi costruì questi edifici che, osservandone l’architettura, tanto ricordano le mastabe del vicino Egitto? Probabilmente, continua lo studioso, furono i kushiti, un popolo che a partire dal Medio Regno (1.987 – 1.780 a.C.) si stabilì nella regione a sud della seconda cateratta del Nilo (Alta Nubia), chiamata per l’appunto Kush.



6La cosa che più ha affascinato gli studiosi è che questo cimitero non ospitava esclusivamente l’élite di Gematon – come del resto la ricchezza delle sepolture faceva supporre, bensì individui di diversi strati sociali, anche piuttosto umili. Ovviamente non tutti potevano permettersi un’intera piramide pronta a segnalare a chiunque passasse di lì la sacra presenza del proprio corpo, quindi c’era chi ricorreva alla semplice inumazione, chi – ed erano la maggior parte - alla mastaba (ovvero strutture rettangolari a gradoni), e chi a grossolani tumuli di pietre.



Uno dei ritrovamenti più significativi è stato un tavolo per le offerte in bronzo allo stagno. Su di esso è incisa una scena che rappresenta un principe o un sacerdote nell’atto di offrire incenso e versare libagioni al dio Osiride, signore dell’oltretomba. E’ presente inoltre Iside, sorella e moglie di Osiride, intenta anche lei ad onorare con offerte il dio.



5“Deve per forza trattarsi di un oggetto regale” ha affermato Welsby in una recente intervista, “la persona che è stata sepolta con questo tavolo era probabilmente un membro di una certa importanza nella famiglia reale”.



La maggior parte delle tombe sono state depredate e riversano quindi in condizioni non del tutto ottimali. Per la gioia degli archeologi inglesi, tuttavia, è stata rinvenuta una piramide completamente intatta che ha restituito un centinaio di perline di faience (un tipo di ceramica) e i resti di tre bambini.



Il regno di Kush ebbe fine intorno al IV secolo d.C. Tra le cause principali che portarono al declino di questo popolo ci furono la perdita del controllo di diverse risorse di sostentamento e il deteriorarsi dei commerci con l’Impero Romano anch’esso in grandi difficoltà.

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