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mercoledì 16 settembre 2015

La Repubblica "Fantoccio"

1Durante la seconda guerra mondiale ci fu parecchia confusione sul territorio italiano, sopratutto nella seconda parte del conflitto. Dopo l'armistizio l'Italia passò dalla parte degli alleati e quello che restava dello stato italiano ormai non c'era più, il Re era scappato e Benito Mussolini arrestato. La notizia non piacque molto a Hitler che con un azione militare denominata"Operazione Quercia" riuscì a liberare il Duce nel 12 Settembre del 1943. Hitler vista l'avanzata degli alleati sulla penisola aveva bisogno dell'aiuto degli italiani per cercare di capovolgere il conflitto a suo favore,chiese al Duce di creare una repubblica per fermare o rallentare gli americani,Mussolini dopo qualche giorno di resistenza creò la Repubblica Sociale di Salò. La nuova repubblica guidata da Mussolini rivendicava tutto il regno d'Italia ma controllava solo in parte questo territorio,dato che al sud le forze alleate erano riuscite a prevalere. Fu da subito uno stato "Fantoccio" anche il Duce lo sapeva,la Repubblica sociale fu in realtà un protettorato tedesco, sfruttato dai nazisti per legalizzare alcune loro annessioni e per ottenere mano d'opera a basso costo.

Voluto dal Terzo Reich come apparato per amministrare i territori occupati del Nord e Centro Italia, lo Stato della Repubblica sociale era infatti una struttura burocratica non dotata di potere autonomo effettivo, che in realtà era detenuto dai tedeschi.Con il funzionamento di uno Stato fantoccio i tedeschi potevano così riscuotere le spese di occupazione, stabilite nell'ottobre 1943 a 7 miliardi di lire, passate successivamente a 10 miliardi (17 dicembre 1943) e infine a 17 miliardi.

L'intero apparato della Repubblica di Salò era infatti controllato dai militari tedeschi, memori del "tradimento" che gli italiani avevano consumato con l'armistizio dell'8 settembre. Il controllo non veniva esercitato solo sulla direzione della guerra e degli affari militari ma spesso anche sull'Amministrazione della Repubblica. Le stesse autorità militari potevano avere infatti anche funzioni civili. In tal modo «...una vasta rete di autorità avente competenze militari ma anche civili fu stesa dai tedeschi nell'Italia da essi controllata...».

2Alla Repubblica Sociale non fu consentito di riportare in patria i militari internati dai tedeschi in seguito all'8 settembre, ma solo di reclutare volontari fra di essi per la costituzione di divisioni dell'Esercito da addestrarsi in Germania. In Italia il volontariato fascista e la militarizzazione di organizzazioni esistenti dotarono la Repubblica sociale di forze armate numericamente consistenti (complessivamente fra i 500 e gli 800 000 uomini e donne sotto le armi), ma queste furono impiegate, a volte anche contro il loro desiderio, soprattutto in operazioni di repressione, sterminio e rappresaglia contro i partigiani e le popolazioni accusate di offrire loro sostegno.Continuarono le persecuzioni contro gli ebrei e le repressioni violente operate dalle forze nazi-fasciste.Con l'avanzata Angloamericana nel 1945 e l'insurrezione popolare dello stesso anno determinarono la fine della Repubblica,che cessò di esistere ufficialmente con la "Resa di Caserta".

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